
Mi accingo finalmente a buttare giù due righe per provare a riassumere brevemente la mia partecipazione alle due giornate trascorse allo
IAB forum 2007. Prima considerazione di natura tecnica: l'organizzazione dell'evento era strepitosa. Tutto curato e organizzato nei minimi dettagli.
Dopo la registrazione di rito acchiappo il mio badge plastificato e sono pronto a cominciare. Nell'area stand incontro Nicola Tanzini, managing director di
Intarget, il quale gentilmente mi omaggia di un taccuino che riempirò di appunti e indirizzi di blog fino a farmi venire il gomito del tennista.
Alle dieci meno venti si comincia. A
Mauro Lupi l'onore di aprire il congresso e di introdurre sul Palco
Layla Pavone, direttore di IAB Italia che, dopo una breve ma significativa introduzione("Internet è il sesto potere!"), passa la palla a
Marco Montemagno, e qui comincia il delirio. Luci spente. Schermi giganti accesi e, sull'immagine del globo terrestre parte il monologo finale di Neo in
Matrix. Non appena riconosco l'incipit del discorso dell'eletto il mio primo pensiero è:" Magari anche meno!", ma dopo l'intervento di Marco finirò col ricredermi. L'entusiasmo di quest'uomo è trascinante. Entra in scena e comincia un monologo mirato ad abbattere tutti i luoghi comuni che circondano il mondo di internet. Ogni sua affermazione è supportata da una sequela di diapositive che aumentano la verve comica e paradossale dei discorsi che l'uomo medio (Bruno Vespa docet!) attribuisce ad Internet. Il web è per depravati, il web è un luogo pericoloso, il web porta all'isolamento. la conclusione di Marco è quanto di più equilibrata e corretta ci sia.
Il web è un'espressione della società contemporanea
E, come la società che rappresenta, anche questo Media innovativo ha i suoi ovvi difetti, ma anche i suoi ovvi pregi. Spetta soltanto a chi lo usa migliorarlo. Insomma il dibattito tra
apocalittici e integrati, dopo l'intervento di Marco è sicuramente tutto a favore degli integrati che, sospinti dall'entusiasmo si producono (me compreso) in una standing ovation per il web. Dopo Marco è il turno di un altro peso da novanta. Mr. David Weinberger sale sul palco e la platea si zittisce. L'approccio di quest'uomo al mondo del web è quanto di più liberale e deontolgicamente corretto ci possa essere. Esordisce con una serie di frasi che colpiscono allo stomaco tuti coloro che pensano che col web ci si possa arricchire puntando sull'ingenuità del consumatore. Spiacenti cari manager ma stavolta, nel secondo tempo del web, il paradigma si inverte. Il target, il bersaglio che volete bombardare di fake and unreliable adverting diventa l'information hunter che, in un'ottica di collaborazione continua con i suoi pari, viaggia alla caccia di chi predica bene ma poi razzola male. Così, alla fine della messa Mr. Weiberger elargisce i suoi comandamenti:
- Get right with costumers!
- No control and no managers for internet
- Marketing cannot be a war with costumers
- People are not targets to bomb
- People talk each other because the conversation is a pleasure
- People believe what other people say because they trust each other while they do not trust advertising
Tutto questo condito e infarcito da esempi di vita vissuta direttamente da Mr Weinberger che, con la sua spontaneità e la sua limpida verve ha conquistato tutta la platea. Applausi!